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A cura di Alberto Milan (Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Torino, Divisione di Medicina Interna, Candiolo Cancer Institute FPO-IRCCS)

Il quesito clinico ipotizzato riguarda i pazienti affetti da ipertensione resistente che assumono bloccanti del recettore dell’angiotensina, calcioantagonisti e tiazidi a cui venga aggiunto come quarto farmaco l’amiloride, un diuretico risparmiatore di potassio, rispetto allo spironolattone nell’abbassare la pressione sanguigna.

Risultati. In questo studio clinico multicentrico, svolto in Corea del Sud, randomizzato, in aperto e in cieco, condotto su 118 pazienti con ipertensione resistente, l’amiloride e lo spironolattone hanno abbassato la pressione sanguigna sistolica misurata a domicilio rispettivamente di 13,6 mm Hg e 14,7 mm Hg rispetto al basale, senza alcuna differenza nell’effetto di riduzione della pressione sanguigna.

Significato. Questi risultati supportano l’amiloride come possibile alternativa allo spironolattone come agente di quarta linea nei pazienti con ipertensione resistente.

Limiti dello studio. Come segnalato dagli stessi autori non è stata confrontata l’efficacia di dosi più elevate di spironolattone (50 mg vs 20 mg), come utilizzato nello studio PATHWAY-2. In secondo luogo sono stati esclusi i partecipanti con un filtrato glomerulare stimata inferiore a 50 mL/min/1,73 m² ; pertanto, i risultati potrebbero non essere generalizzabili ai pazienti con malattia renale cronica.

Il paper è accompagnato da un editoriale, “New Support for Old Medications in Resistant Hypertension” di Robert D. Brook, che sottolinea i punti di forza del paper.

Bibliografia
Lee CJ, Ihm S, Shin D, et al. Spironolactone vs amiloride for resistant hypertension: a randomized clinical trial. JAMA. 2025;333(23):2073-2082.