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Claudia Agabiti Rosei

A cura di Claudia Agabiti Rosei e Carolina De Ciuceis, Clinica Medica, Università di Brescia & 2 Medicina ASST Spedali Civili di Brescia

Le malattie cardiovascolari condividono molti fattori di rischio con l’osteoporosi e per tale motivo sono correlate fra loro. In particolare è stata dimostrata un’associazione fra ipertensione arteriosa, ridotta densità ossea e aumentato rischio di fratture. L’invecchiamento della popolazione determina un aumento dell’incidenza di fratture, soprattutto dell’anca, in pazienti affetti da ipertensione arteriosa. Sembra quindi interessante capire se esiste una relazione fra le differenti classi di farmaci antipertensivi e il rischio di fratture. Gli studi ad oggi disponibili hanno dimostrato che la terapia con diuretici tiazidici si associa ad un ridotto rischio di fratture di origine osteoporotica rispetto ad altre classi di farmaci antipertensivi. Questo effetto sembra essere legato alla riduzione dell’escrezione urinaria di calcio, ad una diretta stimolazione della formazione minerale ossea e del riassorbimento intestinale di calcio, legate all’impiego dei diuretici.

Un recente studio osservazionale pubblicato su “Journal of Hypertension” ha valutato l’effetto delle diverse classi di farmaci antipertensivi sul rischio di fratture in un’ampia popolazione (n=56653 di cui 2593 con riscontro di frattura dell’anca), proveniente dal registro svedese per le cure primarie delle malattie cardiovascolari. Come atteso, i pazienti con la maggior incidenza di fratture d’anca erano donne anziane, con valori di pressione arteriosa più alti, con anamnesi di fratture in giovane età, con multimorbilità e per questo in trattamento con un maggior numero di farmaci. La particolarità di questo studio è il riscontro non solo dell’effetto favorevole dei diuretici tiazidici nella riduzione del rischio di frattura d’anca in un’ampia casistica, ma anche la dimostrazione che tale riduzione risulta significativa anche considerando i differenti tipi di farmaci tiazidici assunti separatamente,in monosomministrazioneoin associazione con altri farmaci antipertensivi. Al contrario, mentre gli altri farmaci antipertensivi considerati (beta-bloccanti, ACE-inibitori, sartani e calcio-antagonisti) non hanno dimostrato effetti significativi sul rischio di frattura d’anca, i diuretici dell’ansa hanno dimostrato un aumentato rischio di frattura. Ciò sarebbegiustificato dal fatto che i diuretici dell’ansa aumentano l’escrezione urinaria di calcio e i livelli plasmatici di paratormone,nonchè riducono la densità minerale ossea.

Le associazioni dimostrate sono rimaste significative anche tenendo conto dipossibilifattori confondenti come età, indice di massa corporea, abitudine al fumo, valori di PA sistolici, comorbilità, terapie concomitanti come i farmaci che influiscono sul metabolismo del calcio.

I risultati di questo studio, potrebbero contribuire alla scelta ancora più personalizzata della terapia antipertensiva, nei pazienti ad elevatorischio di fratture di origine osteoporotica.

Fonte:
Bokrantz T, Schiöler L, Boström KB, Kahan T, Mellström D, Ljungman C, Hjerpe P, Hasselström J, Manhem K. Antihypertensive drug classes and the risk of hip fracture: results from the Swedish primary care cardiovascular database. J Hypertens. 2020 Jan;38(1):167-175.