Seleziona una pagina

A cura di Alessandro Mengozzi, Agostino Virdis ((Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Pisa)

Background. Le nuove linee guida ESH indicano <140/80 mmHg come obiettivo pressorio negli over 65enni, considerando un target di 130 se il trattamento è ben tollerato. Ciononostante, la relazione tra controllo della pressione arteriosa sistolica (PAS) e longevità non è ancora chiara.

Metodi. In una popolazione di donne (n=16570) arruolate nella coorte Women’s Health Initiative che avrebbero raggiunto i 90 anni entro il 28 febbraio 2020 senza storia di eventi cardiovascolari, diabete o cancro. La PAS è stata misurata al basale (tra il 1993 e il 1998) e poi annualmente. La probabilità di sopravvivenza fino ai 90 anni è stata stimata per tutte le combinazioni di PAS ed età usando modelli di regressione logistica additiva.

Risultati. In un follow-up mediano di 19.8 anni, il 59% è sopravvissuto fino a 90 anni. Le donne con PAS al basale 110-130 mmHg avevano la probabilità più alta di arrivare a 90 anni. Per classi di età, questa era il 38% (65 anni), 54% (70 anni), 66% (75 anni), 75% (80 anni) (Figura 1, adattata da Haring et al., Circulation 2024). 

Per valori di pressione più bassi di 110 mmHg questa probabilità diminuiva, pur rimanendo al di sopra di quella per valori più alti di 130 mmHg. Tra le donne di 80 anni, la probabilità di sopravvivenza aumentava considerando il tempo trascorso nel target di 110-130 mmHg.

Conclusioni e considerazioni. In donne “cardiometabolicamente sane” e di età superiore ai 65 anni, un target di pressione di 110-130 mmHg si associa a maggior longevità. Questi risultati sono in linea con quanto proposto dalle ultime linee guida ESH, spingendosi anche a traguardi più ambiziosi, e fissano il concetto che la prevenzione è tanto più efficace quando avviene in soggetti sani, indipendentemente dall’età. A questo proposito, va notato che nello studio le pazienti che iniziavano terapia avevano una sopravvivenza complessiva superiore di chi non la iniziava, ma che il range “ideale” rimaneva uguale nei due gruppi, indipendentemente dall’età (Figura 2A e 2B, adattata da Haring et al., Circulation 2024).

Questo concetto, se traslato in modo più ampio, rafforza l’indicazione a trattare anche se il soggetto ha alterazioni fenotipiche minori anche in età avanzata, perlomeno nel sesso femminile.  

Fonte
Haring B, Andrews CA, Hovey K, Shadyab AH, LaCroix A, Warsinger Martin L, et al. Systolic Blood Pressure and Survival to Very Old Age: Results From the Women’s Health Initiative. Circulation 2024;149:1568-1577. DOI: 10.1161/CIRCULATIONAHA.123.067302.