Seleziona una pagina

A cura di Carolina De Ciuceis e Claudia Agabiti Rosei, Clinica Medica, Università di Brescia & 2 Medicina ASST Spedali Civili di Brescia

La Dott.ssa Carolina De Ciuceis

I disordini ipertensivi rappresentano una complicanza che colpisce circa il 10% delle donne in gravidanza e tra questi il 2%-4% è costituito dalla preeclampsia, una forma grave di ipertensione associata a proteinuria che insorge dopo la ventesima settimana di gravidanza. I disordini ipertensivi della gravidanza, e soprattutto la preeclampsia, si associano ad un aumentato rischio di malattia cardiovascolare arteriosa (infarto miocardico ed ictus ischemico) nel corso della vita. La preeclampsia, inoltre, è associata ad un aumentato rischio di tromboembolismo venoso (TEV), la cui incidenza in gravidanza è di circa 5 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Uno studio olandese di coorte, pubblicato recentemente su “Hypertension”, ha valutato l’associazione tra i disordini ipertensivi in gravidanza (inclusa la preeclampsia) ed il rischio di TEV durante e dopo la gravidanza. Gli autori hanno analizzato dati, ottenuti dal registro olandese perinatale (Perined) e dai centri della terapia anticoagulante, relativi a 1919918 donne seguite per un periodo mediano di 13,7 anni, delle quali l’84,6% aveva in anamnesi una o più gravidanze non complicate mentre il 13,8% aveva una o più gravidanze complicate da ipertensione e l’1,6% da preeclampsia.

In una prima analisi gli autori hanno preso in esame il rischio assoluto di TEV a breve termine (fino a 3 mesi dopo il parto) che è risultato dello 0,3 per 1000 gravidanze nelle donne con gravidanza non complicata, maggiore in donne con ipertensione in gravidanza e ancor più nella preeclampsia. Gli autori hanno inoltre valutato il rischio di TEV a lungo termine durante l’intero follow-up: il rischio assoluto di TEV in donne con gravidanza non complicata (popolazione di riferimento) risultava di 2.1 per 10000 anni-persona, 3.1 (hazard ratio: 1.5) nelle gravide con ipertensione e 4.3 (hazard ratio: 2.1) nelle donne con preeclampsia.

Va segnalato come possibile limite che in questo studio la diagnosi di ipertensione e preeclampsia è stata posta in presenza di una pressione diastolica superiore o uguale a 90 mm Hg, almeno in un’occasione (associata a proteinuria per la preeclampsia), mentre le linee guida internazionali consigliano la valutazione dei valori pressori almeno in due 2 occasioni. Ciò potrebbe portare ad una possibile sovrastima del gruppo delle gravide ipertese. Inoltre, non sono stati considerati i valori di pressione sistolica in quanto i dati analizzati erano incompleti.  Infine, essendo uno studio retrospettivo non è stato possibile identificare altri fattori di rischio per TEV come trombofilia o obesità che possono rappresentare possibili confondenti.

Malgrado queste limitazioni, i risultati interessanti di questo studio sono, in primo luogo, il riscontro di un aumento del rischio di TEV in donne non solo con preeclampsia, dato già ampiamente noto, ma anche con ipertensione non complicata durante la gravidanza e nel post-parto. Ancor più interessante è la dimostrazione che i disordini ipertensivi in gravidanza, e soprattutto la preeclampsia, sono associati ad un aumento del rischio di TEV non solo a breve termine ma anche a lungo termine (più di 13 anni). Benché l’ipertensione di per se sia transitoria e termini con il parto, il rischio di TEV sembra quindi rimanere aumentato negli anni successivi suggerendo che i disordini ipertensivi della gravidanza sono associati a fattori di rischio sottostanti persistenti (disfunzione endoteliale e altri fattori acquisiti e/o genetici). Questo studio può avere un’utilità clinica in quanto, benché il rischio assoluto di TEV rimane basso in questa popolazione di pazienti, la storia di un disordine ipertensivo in gravidanza potrebbe guidare le future decisioni terapeutiche in particolari condizioni cliniche (quali eventuali procedure chirurgiche, immobilità o gravidanze successive) rappresentando, probabilmente, un fattore predittore non solo di malattia cardiovascolare arteriosa ma anche di TEV.

Fonte:

Scheres LJJ, Lijfering WM, Groenewegen NFM, Koole S, de Groot CJM, Middeldorp S, Cannegieter SC. Hypertensive Complications of Pregnancy and Risk of Venous Thromboembolism. Hypertension published online ahead of print, 2020 Jan 13