Sondaggio sui Bisogni Formativi per il Congresso Nazionale 2016 della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa: i risultati delle preferenze espresse dai Soci aderenti

A cura di Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma, A.O. Sant’Andrea, Roma

Anche quest’anno sono stai esplorati gli argomenti di maggiore interesse scientifico e clinico da discutere durante i lavori del prossimo congresso nazionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA). Come di consueto, tutti i soci aderenti alla Società sono stati sottoposti ad un breve questionario on-line per l’analisi dei fabbisogni formativi. I risultati di tale sondaggio offrono diversi spunti interessanti di approfondimento e riflessione, soprattutto se confrontati con i risultati della passata edizione.
In primo luogo, come mostrato in Figura 1, è interessante notare come la metà del campione intervistato sia composto da medici specialisti in medicina interna (50.3%), percentuale peraltro in crescita rispetto alla passata edizione. Stesso andamento è stato osservato per la partecipazione al sondaggio da parte dei medici di medicina generale (4.3%) in crescita rispetto alla precedente edizione del sondaggio. Tali risultati suggeriscono l’interesse trasversale nei confronti dell’ipertensione arteriosa come malattia ad interessamento multiorgano e multidisciplinare per eccellenza. A tale riguardo, minori riscontri si sono avuti da parte di medici specialisti in cardiologia (24.5%), in nefrologia (8.0%) ed in endocrinologia (3.7%). Occorre, infine, sottolineare la partecipazione relativamente scarsa da parte di medici specialisti in geriatria (0.6%), in netta riduzione rispetto alla passata edizione del sondaggio. Tale andamento appare quantomeno interessante in considerazione della elevata prevalenza e della crescente incidenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione di soggetti anziani (>65 anni) e soprattutto nei cosiddetti grandi anziani (>80-85 anni).


Le percentuali di preferenze espresse dai medici intervistati sono riportate in Figura 2. I risultati del sondaggio di quest’anno appaiono sostanzialmente invariate rispetto a quelli della passata edizione. Questo suggerisce il fatto che ancora oggi la diagnosi e la terapia delle diverse forme di ipertensione arteriosa e delle patologie ad essa correlate vengono percepite come elementi di difficoltà nella pratica clinica quotidiana. Le preferenze espresse dai medici sono, infatti, ricadute soprattutto sugli algoritmi diagnostici ed i protocolli terapeutici da applicare nei casi di ipertensione secondaria (63.8%), sulla diagnosi differenziale tra ipertensione resistente vera e le forme di ipertensione pseudo-resistente (50.9%), sull’uso e sull’interpretazione del monitoraggio della pressione arteriosa delle 24 ore (37.4%) e sulla valutazione del danno d’organo cardiaco e vascolare (34.9%). La preferenza espressa per quest’ultimo aspetto della gestione clinica del danno d’organo correlato all’ipertensione arteriosa risulta in crescita rispetto alla passata edizione del sondaggio, mentre minore interesse ha riscontrato la gestione non farmacologica (interventistica) dell’ipertensione arteriosa resistente (11.7%), della fibrillazione atriale correlata all’ipertensione arteriosa (14.7%) e dell’ipertensione arteriosa in età pediatrica ed evolutiva (0.0%). Di contro, nuovi argomenti di interessi sono emersi dal sondaggio, tra cui l’ipertensione arteriosa e il sistema nervoso simpatico (10.0%) e la variabilità della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca (17.8%).


Questi, come tanti altri aspetti della gestione clinica quotidiana dell’ipertensione arteriosa, sia nel contesto della medicina generale che dei centri di riferimento dell’ipertensione, saranno discussi ed analizzati in occasione del prossimo congresso nazionale della SIIA, al fine di venire incontro alle esigenze formative e di migliorare il controllo dell’ipertensione arteriosa in Italia.