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Ivabradina, pressione centrale aortica e perfusione miocardica nei pazienti con malattia coronarica stabile

A cura di Agostino Virdis, Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pisa

La riduzione della frequenza cardiaca indotta da ivabradina non induce alcun aumento nella pressione aortica centrale, ma induce un miglioramento degli indici di perfusione cardiaca.
Questo è in sintesi quanto emerso da un recente studio multicentrico randomizzato in doppio cieco, condotto su 12 pazienti normotesi, con malattia coronarica stabile, frequenza cardiaca >70 b/min, in trattamento con beta-bloccanti. (altro…)

Ipertensione da camice bianco e danno d’organo

A cura di Massimo Salvetti, Clinica Medica, Università di Brescia

L’“ipertensione da camice bianco” o “ipertensione clinica isolata” è una condizione caratterizzata da una elevazione dei valori di pressione arteriosa nell’ambulatorio del medico ma non al di fuori di esso. Il significato clinico di questa condizione è tuttora oggetto di controversia: i dati in letteratura sul futuro rischio di eventi cardiovascolari ed anche sulla prevalenza di danno d’organo sono piuttosto eterogenei. (altro…)

Ipertensione, diabete e danno d’organo cardiaco: quali obiettivi di pressione raggiungere con il trattamento?

A cura di Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma, A.O. Sant’Andrea, Roma

L’ipertensione arteriosa si associa frequentemente allo sviluppo e alla progressione di alterazioni strutturali e funzionali a livello dei cosiddetti organi bersaglio, tra cui cuore, rene e cervello. (altro…)

Ipertensione arteriosa e target pressorio: i risultati di una recente meta-analisi

A cura di Massimo Salvetti, Clinica Medica, Università di Brescia

La pubblicazione dei risultati dello studio SPRINT ha ravvivato l’interesse nei confronti dell’identificazione dell’obiettivo pressorio ottimale per i pazienti ipertesi. All’inizio del mese di novembre sono stati pubblicati sulla rivista Lancet i risultati di una meta-analisi che ha valutato i possibili benefici legati ad uno stretto controllo dei valori di pressione arteriosa in varie tipologie di pazienti. (altro…)

Uno SPRINT sulla cura dell’ipertensione… ma anche per i diabetici?

A cura di Arrigo F.G. Cicero, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Lo studio SPRINT (Systolic Blood Pressure Intervention Trial), recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha studiato l’effetto dell’abbassamento più marcato della pressione arteriosa sistolica (PAS) per effetto di un trattamento intensivo (<120 mmHg) rispetto ad un target più permissivo (<140 mmHg) in un’ampia coorte (n=9361) di pazienti ipertesi di età ≥50 anni ed una PAS pre-studio di 130-180 mmHg e con un rischio cardiovascolare a 10 anni pre-randomizzazione ≥15% secondo il Framingham risk score. (altro…)

Associazione vincente di ezetimibe e simvastatina in pazienti con sindrome coronarica acuta: risultati dello studio IMPROVE-IT

A cura di Agostino Virdis, Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pisa

Mentre è ormai ben noto che le statine riducono i livelli di colesterolo LDL e il rischio di eventi cardiovascolari, non è altrettanto dimostrato se l’aggiunta di ezetimibe, un farmaco ipolipemizzante che riduce l’assorbimento intestinale di colesterolo, possa contribuire a ridurre ulteriormente l’incidenza di eventi cardiovascolari. Una importante risposta su questo punto ci viene fornita dal recente studio IMPROVE-IT (altro…)

Trattamento della fibrillazione atriale: una questione di peso

A cura di Agostino Virdis, Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pisa

Una duratura perdita di peso si associa ad una significativa riduzione del rischio di fibrillazione atriale e al mantenimento del ritmo sinusale…
Questo è in sintesi quanto emerso da un recente studio prospettico australiano, LEGACY, condotto su oltre 1400 pazienti con fibrillazione atriale parossistica o persistente, con un follow-up a 5 anni. (altro…)

Ipertensione da camice bianco: va trattata oppure no?

A cura di Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma

La cosiddetta “ipertensione da camice bianco” è una condizione relativamente frequente nella pratica clinica, spesso difficile da interpretare. Essa è caratterizzata da un aumento stabile dei valori pressori quando misurati in ambiente clinico e dalla pressoché completa normalizzazione dei valori pressori quando misurati al di fuori del contesto clinico (registrata mediante monitoraggio ambulatoriale delle 24 ore). (altro…)

Numeri e risultati dalla XI Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa
17 maggio 2015

A cura di Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Roma

Come ogni anno, il 17 maggio 2015 si è svolta la Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa, una iniziativa organizzata e promossa dalla Società Internazionale dell’Ipertensione Arteriosa (ISH) e coordinata a livello locale dalle singole società nazionali. (altro…)

Controllo dei valori di pressione arteriosa e degli altri fattori di rischio cardiovascolare dopo ictus cerebrale: resta ancora molto da fare

A cura di Massimo Salvetti, Clinica Medica, Università di Brescia

“Niun potere giunge a dissipare una forte apoplessia, e non è facile svellere una debole” (Areteo di Cappadocia, I secolo d.C.).

Le malattie cerebrovascolari rappresentano la seconda causa di morte nel mondo occidentale (circa 20.000 morti all’anno), ed inoltre è stimato che l’invecchiamento della popolazione porterà nei prossimi anni ad un aumento dell’incidenza di questa patologia, con conseguenze particolarmente rilevanti. Circa un quarto degli ictus sono rappresentati da recidive, che sono caratterizzate da una maggior gravità e disabilità e da un ancor più rilevante impatto economico. (altro…)

Dalla “Frittura mista” a “Siamo fritti: è scompenso!”

A cura di Arrigo F.G. Cicero, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Alma Mater Studiorum Università di Bologna

L’epidemiologia delle abitudini dietetiche associate al rischio di sviluppare scompenso cardiaco è molto eterogenea e si hanno poche informazioni definitive. In particolare, l’attenzione dei ricercatori finora si è concentrata prevalentemente sui fattori aggravanti uno scompenso già in atto o precipitanti lo stesso (in particolare per quanto riguarda assunzione di sodio, carico idrico e carico calorico totale). (altro…)

Da “Sei cosa mangi” a “Farai essere tuo figlio cosa mangi tu!”

A cura di Arrigo F.G. Cicero, Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Bologna

Data la pandemia di ipertensione arteriosa nel mondo, che interessa sempre più frequentemente bambini ed adolescenti, è necessario identificare i fattori che possano influenzare tale pandemia in una fase più precoce della vita umana. In questo contesto, una serie di studi recenti mostrano come l’alimentazione materna influisca sugli outcome di salute del bambino e talora (forse) anche dell’adulto.

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Dottore mi fan male le ossa… non sarà la statina?

A cura di Arrigo F.G. Cicero, Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università di Bologna

Le statine sono fra i farmaci preventivi associati alla minor persistenza in terapia per eventi avversi indefiniti e non controllati, dato particolarmente grave, specie in pazienti ad alto rischio cardiovascolare, come i dislipidemici ipertesi o in prevenzione secondaria per malattie cardiovascolari. Tuttavia la letteratura scientifica non definisce chiaramente la statino-intolleranza. (altro…)

Strane combinazioni… per l’ipertensione arteriosa

A cura di Massimo Salvetti, Clinica Medica, Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università e Spedali Civili di Brescia

Quali criteri usano i medici al momento della scelta della terapia di combinazione per l’ipertensione arteriosa? (altro…)

Sondaggio sui bisogni formativi per il congresso nazionale SIIA 2015: i risultati delle preferenze espresse dai Soci aderenti

A cura di Giuliano Tocci, Cattedra e Struttura Complessa di Cardiologia, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Sapienza Università di Roma, A.O. Sant’Andrea, Roma

Di cosa dobbiamo discutere durante i lavori del prossimo congresso nazionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA)?  Questa domanda è stata posta a tutti i soci aderenti alla Società mediante la somministrazione di un breve questionario online, i cui risultati offrono diversi spunti interessanti di approfondimento e riflessione.

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