Interviste e commenti

La dieta nel paziente iperteso

Al professor Claudio Ferri dell’Università Degli Studi Dell’Aquila il compito di illustrare come prescrivere una dieta al paziente iperteso. (altro…)

Ipertensione arteriosa: infiammazione e immunità

Il background infiammatorio è l’essenza fisiopatologica delle malattie reumatiche ed è in grado di innescare i meccanismi patogenetici sottesi allo sviluppo ed alla progressione della malattia aterosclerotica. La parola al professor Claudio Borghi, dell’Ospedale Policlinico S. Orsola – Malpighi di Bologna.

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ESH CARE un’app per l’ipertensione

Gianfranco Parati dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca spiega gli obiettivi di ESH CARE un’app per l’ipertensione in tre parole cura, comunicazione, tecnologia.

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La pressione domiciliare e delle 24 ore nella pratica clinica

“La sola misurazione della pressione nello studio medico spesso non permette un’accurata definizione del carico pressorio”, spiega il professor Gianfranco Parati, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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L’importanza della continuità con il territorio nella gestione del paziente iperteso

La creazione di un network di Centri SIIA ha il duplice intento di riappropriarsi della cultura della gestione del paziente iperteso, e di consolidare un collegamento capillare tra la centralità della Società scientifica e i coordinamenti territoriali, che SIIA ha appropriatamente censito in questi ultimi anni.
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Primo Seminario Nazionale dei Centri per l’Ipertensione SIIA

Il 13 e 14 novembre 2015 a Roma si è tenuto il primo Seminario Nazionale dei Centri per l’Ipertensione SIIA, con l’obiettivo di creare un punto d’incontro tra le Società scientifiche coinvolte nella lotta all’ipertensione arteriosa e il territorio, a vantaggio del trattamento del paziente iperteso.
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Il saluto del nuovo Presidente SIIA e un commento sui dati dello studio SPRINT

Gianfranco Parati accoglie l’incarico di Presidenza della SIIA come un impegno nei confronti della popolazione italiana, e nei confronti dei colleghi perché attraverso la ricerca e l’aggiornamento, si possa portare avanti la lotta all’ipertensione arteriosa. Impegno che, peraltro, si confronta nell’immediato con le nuove prospettive aperte dallo studio SPRINT.
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SERVE-HF e mortalità cardiovascolare

Michele Senni (Cardiologia 1, Scompenso cardiaco e trapianti di cuore, A.O. Papa Giovanni XXIII, Bergamo) commenta i risultati presentati al Congresso ESC 2015, che evidenziano un aumento della mortalità cardiovascolare associata all’impiego di ventilazione servo-adattativa. (altro…)

WhatsApp e la gestione del paziente iperteso

Il Congresso Nazionale SIIA 2015 ha ospitato un simposio interattivo sulla gestione dell’ipertensione arteriosa nell’era di WhatsApp. Quale supporto può fornire la tecnologia alla pratica clinica? Il commento di Giuliano Tocci, Cattedra e Struttura Complessa di Cardiologia, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Sapienza Università di Roma, A.O. Sant’Andrea, Roma. (altro…)

Nuovi approcci terapeutici per il paziente dislipidemico ad alto rischio cardiovascolare

Esiste una chiara correlazione tra aumentati livelli di colesterolo LDL e complicanze cardiovascolari e l’ipercolesterolemia costituisce il più importante fattore di rischio cardiovascolare dopo l’ipertensione. I nuovi farmaci biologici hanno un meccanismo d’azione alternativo e sinergico a quello delle statine ed aprono una nuova strada di prevenzione che dovrebbe ridurre in maniera sostanziale l’impatto sfavorevole dell’ipercolesterolemia nei confronti delle malattie cardiovascolari.

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Terapia antipertensiva: costo-efficacia delle combinazioni fisse

Le malattie cardiovascolari riguardano milioni di pazienti e, di conseguenza, anche minime differenze di spesa possono tramutarsi in costi insostenibili per il nostro sistema sanitario. È quindi doveroso parlare di costo-efficacia e in questo contesto le combinazioni fisse si sono dimostrate essenziali per un buon controllo dei valori pressori, determinando un miglioramento della compliance alla terapia antipertensiva.

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PLANET I e II: il punto di vista del nefrologo

La malattia renale correla positivamente con il rischio cardiovascolare e la dislipidemia del paziente nefropatico identifica più qualitativamente che quantitativamente un fenotipo che andrà incontro alla formazione di placca aterosclerotica. Gli studi PLANET dimostrano che il trattamento con atorvastatina conferisce un effetto nefroprotettivo ed offre maggiori vantaggi rispetto a rosuvastatina.

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PLANET I e II: il punto di vista del cardiologo

Gli studi PLANET aprono nuove prospettive nel trattamento del paziente dislipidemico e nefropatico, dimostrando come la terapia con atorvastatina determini un buon controllo del profilo lipidico ed un miglioramento progressivo se non la preservazione della funzionalità renale, con un effetto convergente in termini di prevenzione della malattia ateroscleotica.

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Nasce la newsletter SIIA

Intervista a Enrico Agabiti Rosei
Clinica medica – Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche | Università di Brescia
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Le nuove sfide della SIIA

Intervista a Claudio Borghi
Direttore U.O. di Medicina Interna – Policlinico Sant’Orsola-Malpighi Bologna
Presidente della Società Italiana Ipertensione Arteriosa (SIIA)
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