Pressione arteriosa e rischio di fibrillazione atriale: analisi dei dati relativi ad una popolazione generale di 4.3 milioni di adulti

A cura di Massimo Salvetti, Clinica Medica, Università di Brescia

La stretta relazione esistente fra ipertensione arteriosa e fibrillazione atriale (FA) è ben nota. Un interessante studio ha recentemente analizzato approfonditamente alcuni aspetti, sino ad ora in larga parte inesplorati, di tale relazione. I dati derivano da 4.3 milioni di adulti inclusi in un ampio database amministrativo in Gran Bretagna. Durante un follow-up della durata media di circa 7 anni è stata osservata una relazione continua fra valori di pressione arteriosa sistolica e rischio di FA, con un plateau per valori <120 mmHg. In particolare, un aumento di 20 mmHg di pressione arteriosa sistolica è risultato associato ad un aumento del 21% del rischio di manifestare FA nel follow-up. Analogamente, è stata anche osservata una significativa correlazione fra pressione arteriosa diastolica ed FA. La relazione fra presenza di ipertensione ed FA è risultata ancora più stretta nelle donne: infatti in queste ultime un aumento di pressione arteriosa sistolica di 20 mmHg si è associato ad un aumento del rischio di FA del 26%, rispetto all’aumento del 16% osservato negli uomini. Un aspetto particolarmente interessante è rappresentato dal ruolo svolto dell’età: l’hazard ratio (HR) per FA è diminuito progressivamente all’aumentare dell’età, andando da un valore di 1.91 (IC 1.75-2.09) all’età di 30-40 anni fino ad un valore di 1.01 (IC 0.97-1.04) nella fascia di età fra 80 e 90 anni.
La notevole numerosità della popolazione analizzata e il conseguente elevato numero di eventi cardiovascolari osservati nel follow-up (400 000 in totale) ha consentito di approfondire anche le implicazioni prognostiche della FA. Il riscontro dell’aritmia si è associato ad un aumento del 31% del rischio di eventi vascolari e ad un aumento dell’89% del rischio di eventi mortali. In particolare il riscontro di FA si associa, nei pazienti che non assumono terapia antitrombotica, ad un significativo aumento del rischio di cardiopatia ischemica (HR 2.52, IC 2.23-2.84), scompenso cardiaco (HR 3.80, IC 3.50-4.12), ictus ischemico (HR 2.72, IC 2.19-3.38), ictus non specificato, ictus emorragico, malattia renale cronica, arteriopatia periferica e demenza vascolare.
Lo studio costituisce pertanto una preziosa fonte di informazioni riguardanti la relazione fra pressione arteriosa, FA ed eventi cardiovascolari.

Fonte: Emdin CA, Anderson SG, Salimi-Khorshidi G, et al. Usual blood pressure, atrial fibrillation and vascular risk: evidence from 4.3 million adults. Int J Epidemiol 2016 May 3 [Epub ahead of print].