Volendo lasciare una traccia di quanto il suo operato sarebbe sopravvissuto alla fine terrena, Orazio scrisse due frasi celeberrime e tutt’ora insuperate nella loro raffinata pienezza e semplicità: ho costruito un monumento più robusto del bronzo, non tutto morirà di me.

La perdita del Prof. Zanchetti, in questo, è senza alcuna retorica la perfetta incarnazione del testo Oraziano. Nell’elencazione di un percorso dall’immenso prestigio, infatti, Egli è stato per decenni Clinico Medico a Milano, autore di una quantità enorme di ricerche e pubblicazioni di altissimo impatto, Editor-in-Chief del Journal of Hypertension, componente dell’Editorial Board di una infinità di riviste prestigiose, Presidente della International Society of Hypertension, della European Society of Hypertension e della nostra Società, da lui fondata insieme ad altri illustri ricercatori e clinici, Mentore di un numero enorme di allievi.

Il Maestro di tutti noi e di tanti ipertensiologi nel mondo, tuttavia, è stato molto più di questo, grazie al solco profondo che ha lasciato e che sopravviverà a lui, continuandone degnamente l’opera.

Il Prof. Zanchetti, infatti, è stato tanto un uomo dedito all’amatissima famiglia quanto un raffinato umanista e scienziato, che ha saputo formare e lasciare una Scuola più che prestigiosa. Di lui ricordiamo certo le intuizioni geniali e la profondità del pensiero, le pubblicazioni e ricerche splendidamente illuminanti, ma anche la signorilità infinita e la cultura immensa, che spaziava con analoga competenza dalla scienza clinica, alla musica ed all’arte figurativa.

Il vuoto che lascia dentro la Sua famiglia, la Scuola di Milano e tutti noi della SIIA è incolmabile. Malgrado questo, Egli resterà sempre con noi perché possiamo onorarne il solco solo continuando a lavorare con dedizione, onestà e sorridente serietà così come ci ha insegnato: sempre puntando all’eccellenza nel sapere e nel conoscere.

Prof. Alberto Zanchetti (Parma, 27.7.1926 – Milano, 24.3.2018) – Requiescat in Pace