Prof. Giuseppe Schillaci – In memoriam

Ricordo del prof. Giuseppe Schillaci, a firma del suo allievo Dott. Giacomo Pucci.

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In memoriam 

Giuseppe Schillaci 

Palermo 27 Settembre 1961 – Perugia 21 Dicembre 2016

Quella che vediamo in questa pagina è, volutamente, una fotografia di Giuseppe Schillaci – autorevole socio “da sempre” e Segretario della SIIA da tre anni – come da tanti anni eravamo abituati a vederlo: segnato dal male che da un decennio circa lo affliggeva, ma mai domo ed anzi sempre sorridente e sempre partecipe delle attività societarie, sanitarie ed Accademiche. Di fatto, lo vediamo nella fotografia in un’aula, che immaginiamo congressuale, con il “badge” al collo, intento a rispondere a qualche quesito scientifico. Tutto come se il male non ci fosse.

È giusto, quindi, invece della “solita” fotografia sorridente ed impostata, mostrare il Prof. Schillaci come effettivamente ci appariva in corsia e nei congressi e non come era esteriormente un tempo. Interiormente, infatti, egli è sempre rimasto lo stesso: con il sorriso siciliano stampato sulle labbra, nel cuore e nella mente; in indissolubile assonanza alle sue immense ed immutate capacità umane e professionali.

Tutto questo è potuto avvenire perché il Prof. Schillaci era motivato da una fede certa e sincera, che lo ha portato a vivere la malattia come una prova dell’esistenza di Dio. 

Non è certo un caso se, fino al decesso, non un solo impegno relativo al suo ruolo di nostro Segretario sia stato omesso. Persino gli inviti dovuti alla sua brillante oratoria e riconosciuta sapienza scientifica sono stati onorati tutti, a volte anche utilizzando la tecnologia per raggiungere gli uditori più distanti. Raccontiamo un aneddoto, a pochissimi noto: costretto in dicembre da una seduta di terapia a non allontanarsi dall’Ospedale, affascinò lo stesso un uditorio lontano grazie alle riprese televisive in diretta e fu – come al solito – così intelligentemente burlone da voler apparire ai discenti senza alcun infingimento, mettendo giacca e cravatta sopra i pantaloni del pigiama ed invitando quindi tutti a scusarlo, ma soprattutto a sorridere con lui di questo “contrattempo”.

Il Prof. Schillaci – sottrattoci dal cancro ad appena 55 anni – era proprio così: affabile, allegro, sapiente ed amico sincero con tutti, indipendentemente dal ruolo. Mai egli avrebbe permesso alla malattia di incrinare questa immagine, sincera e costruita in anni di lavoro e dalla meritata stima di tutti. 

In particolare, il Prof. Schillaci nasce siciliano, ma diventa presto ed in modo più duraturo, un perugino DOC. Insieme al compianto Prof. Porcellati ed all’amico Paolo Verdecchia, il Prof. Schillaci seppe dare vita ad uno dei primi esempi virtuosi di ricerca osservazionale basata su registri: il Progetto PIUMA. Successivamente, divenuto professore associato il Prof. Schillaci ha saputo sviluppare con sagacia una linea di ricerca autonoma ed indipendente, incentrando il suo interesse sullo studio di un nuovo parametro di disfunzione d’organo: la rigidità arteriosa. Solo per dimostrare quanto la mente del Prof. Schillaci fosse sempre in fattivo movimento, a lui va il merito di avere negli anni acquisito una consistente notorietà internazionale grazie ad una incessante attività scientifica, che lo portò a studiare la parete arteriosa in condizioni davvero disparate, quale quelle che incontra tutti i giorni un eccellente internista quale egli era: l’infezione da virus dell’HIV, l’iperparatiroidismo, l’emicrania, la polimialgia reumatica….

Tanto attivismo esitò, nel 2011, nella direzione della UOC di Medicina Interna e del Dipartimento di Medicina e Specialità Mediche presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “S.Maria” di Terni, cariche che ha ricoperto fino alla sua scomparsa. Unico rammarico nostro, ma non certo suo per i motivi che sopra abbiamo già espresso, il Prof. Schillaci non ha fatto in tempo a godere – come avrebbe ampiamente meritato – della raggiunta – con pienissimo merito – idoneità a Professore Ordinario in Medicina Interna.

Lo spirito con cui ha affrontato gli ultimi anni, si badi bene nella piena consapevolezza di affrontare un avversario imbattibile, è stato sempre caratterizzato dal rigore scientifico, vissuto come amore alla Verità piuttosto che come mero pre-costrutto etico. Con semplicità, umanità e vigore il Prof. Schillaci ha operato in funzione della Verità e della correttezza umana e professionale sopra ogni altro interesse in tutte le vicende che hanno caratterizzato la sua attività scientifica.

Il ricordo commosso di tutti i suoi collaboratori e dei suoi studenti nel giorno della sua dipartita sono – d’altra parte – testimonianza incontrovertibile della grandezza umana e morale del Prof. Schillaci. Il suo riflesso morale e la sua forza continueranno ad inspirare l’attività di tanti, per molti anni ancora a venire. La grandezza della Sua figura è pienamente riassunta nelle parole di San Paolo Apostolo: “vecchiaia veneranda non è quella longeva, né si misura con il numero degli anni; ma canizie per gli uomini è la saggezza, età senile è una vita senza macchia”.

Egli non avrebbe voluto che lo si pianga, ed anzi lo avrebbe impedito: avrebbe bonariamente commentato: non si piange, ma si insegue e si fa il meglio ed il bene con serenità, anche in circostanze avverse.

Non si piange quindi, ma insieme alla SIIA ed alla sua amatissima famiglia si ricorda qui – a me stesso ed a tutti – la sua vita specchiata di scienziato, di medico e di uomo.

 

Giacomo Pucci
Dipartimento di Medicina – Università di Perugia 
S.C. Medicina Interna – Azienda Ospedaliero Universitaria di Terni