Dal 4 al 6 ottobre si terrà a Roma, presso il Rome Cavalieri Hilton, il XXIX Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, il cui Presidente è il Prof. Massimo Volpe, Direttore della Cattedra di Cardiologia della  Facoltà di Medicina dell’Università di Roma, Sapienza presso l’Ospedale Sant’Andrea.

Obiettivo del Congresso è la diffusione dei più recenti risultati della ricerca clinica e sperimentale nel campo dell’ipertensione arteriosa che oggi rappresenta la patologia più diffusa nel nostro Paese, ed in generale nel mondo, nonché uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. 

Queste ultime considerazioni rafforzano il grande impegno della SIIA nel cercare di migliorare la diagnosi e la terapia della malattia ipertensiva.

Definita il “killer silenzioso” del terzo millennio, l’ipertensione arteriosa colpisce ormai circa il 30% degli italiani soprattutto nelle fasce di età dai 40 agli 80 anni, ma solo la metà sa di essere iperteso e solo 1 su 4 si rivolge ad un medico o fa ricorso ad una terapia farmacologia adeguata (soltanto 1 paziente trattato su 4 raggiunge i valori raccomandati di pressione arteriosa).

In considerazione di questi dati insoddisfacenti, che riguardano sia l’Italia che molti altri Paesi Europei – ha dichiarato il Prof. Massimo Volpe –  la SIIA si è fissata l’obiettivo di passare in 4 anni dal 25% attuale al 70% dei pazienti con un soddisfacente controllo pressorio  (<140/90 mmHg) entro il 2015”.

Il progetto, definito “Obiettivo 70%” prevede il ricorso ad interventi su stili di vita, prevenzione, misurazione della pressione arteriosa a domicilio e in farmacia, informazione, comunicazione, cooperazione con tutte le categorie professionali della Sanità, linee guida e raccomandazioni terapeutiche semplificate.

In particolare, tra le cause più note di un insufficiente controllo pressorio, oltre alla difficoltà riscontrata da parte dei pazienti nel cambiamento dello stile di vita, vi è la insufficiente aderenza al trattamento farmacologico, soprattutto quando questo è complesso e richiede il ricorso a molte compresse.

E se per la cura dell’ipertensione l’ampia offerta di farmaci efficaci e ben tollerati, anche in versione generica, rappresenta un’arma efficace per vincere la sfida all’ipertensione, il contributo delle nuove combinazioni disponibili e di terapie innovative può essere determinante per raggiungere l’obiettivo 70% lanciato dalla SIIA.