Raccomandazioni pratiche sull’ipertensione arteriosa resistente
Franco Veglio, Guido Grassi, Giuseppe Mancia, Massimo Volpe

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Pubblicato su: Ipertensione e prevenzione cardiovascolare 2013; doi 10.1713/1403.15583

Definizione

Le linee guida internazionali danno definizioni diverse di “ipertensione arteriosa resistente” (o refrattaria). Secondo
le linee guida europee e nord-americane,  l’ipertensione arteriosa resistente è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza di valori pressori al di sopra dei limiti dei valori di riferimento raccomandati (pressione arteriosa ≥140/90 mmHg nella popolazione generale di pazienti con ipertensione arteriosa e ≥130/80 mmHg nei pazienti con diabete mellito o nefropatia), nonostante l’aderenza ad adeguate modificazioni dello stile di vita e ad una terapia farmacologica costituita da almeno tre classi di farmaci a dosi adeguate, una delle quali è rappresentata da un diuretico. Le linee guida inglesi indicano come resistenti i pazienti i cui valori pressori non scendano al di sotto del target pressorio nonostante l’assunzione di 4 o più antipertensivi. Un documento più recente dell’American Heart Association considera affetti da ipertensione arteriosa resistente coloro i quali non ottengono il controllo pressorio nonostante un regime farmacologico che includa almeno tre classi distinte di antipertensivi, prescritti a dosi ottimali
e che includano idealmente un diuretico; sono da considerare resistenti inoltre i pazienti che raggiungono l’obiettivo pressorio con l’impiego di 4 o più farmaci.
Sulla base di queste più recenti definizioni e dei dati ottenuti in studi osservazionali ed in studi clinici di intervento, la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa propone la seguente definizione: “L’ipertensione arteriosa resistente è una condizione clinica caratterizzata da un persistente mancato raggiungimento dei valori normali di pressione arteriosa clinica (pressione arteriosa <140/90 mmHg nella popolazione generale di pazienti con ipertensione arteriosa e <130/80 mmHg nei pazienti con diabete mellito o nefropatia) a seguito dell’implementazione documentata delle modificazioni dello stile di vita e dell’impiego della migliore terapia possibile, comprendente l’associazione di almeno tre classi di farmaci antipertensivi ad azione sinergica ed a dosaggio ottimale, una delle quali deve essere un diuretico
a dosaggio pieno”.