A cura di Giuliano Tocci, Centro per la Diagnosi e la Cura dell’Ipertensione Arteriosa, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma, A.O. Sant’Andrea, Roma

Anche quest’anno, il 17 maggio 2016 si è svolta la Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa, una iniziativa organizzata e promossa dalla Società Internazionale dell’Ipertensione Arteriosa (ISH) e coordinata a livello locale dalle singole società nazionali. Nel nostro Paese, l’evento è stato organizzato dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), con il patrocinio del Ministero della Salute, del Consiglio dei Ministri e della Radio Televisione Italiana (RAI), della Federfarma, della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI) e della Assofarm e della Utifar, con il supporto e l’aiuto della Croce Rossa Italiana (CRI) e della Marina Militare Italiana.

I numeri ed i risultati ottenuti durante lo svolgimento della giornata sono stati anche quest’anno davvero notevoli, a testimonianza del grande impegno profuso da parte di tutti i volontari che hanno aderito a questa iniziativa e soprattutto del grande interesse da parte dei cittadini nei confronti del problema “ipertensione arteriosa”.
Come mostrato nella Figura 1, complessivamente sono state allestite direttamente dalla SIIA 135 postazioni in occasione dell’evento; a parte alcune regione, tali postazioni sono risultate sostanzialmente in aumento in tutte le regioni d’Italia. A queste vanno aggiunte 5 postazioni allestite dalla Marina Militare (Bari, Trieste, Venezia, Ancona, Genova), 28 postazioni allestite in collaborazione con Virgin, 7 postazioni allestite in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Interna (SIMI) e 6 postazioni allestite in collaborazione con altre società scientifiche (ALT, CAI, SINEM) per un totale complessivo di 181 postazioni distribuite su tutto il territorio nazionale. All’iniziativa hanno aderito 99 centri di riferimento SIIA sul totale di 110 centri (adesione del 90%, in aumento rispetto alla passate edizione), 545 farmacie e 180 punti vendita Esselunga.

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Complessivamente sono stati distribuiti oltre 330.000 depliant esplicativi ed informativi, circa 3900 locandine, 1500 poster e 110 sfigmomanometri automatici, che sono stati messi a disposizione da Microlife (modello Home-BP Afib). In particolare, tale supporto per la misurazione automatica della pressione arteriosa ha consentito, peraltro, di integrare l’algoritmo diagnostico per il riconoscimento della fibrillazione atriale, che rappresenta insieme all’ipertensione arteriosa, uno dei principali fattori di rischio per la comparsa di ictus di natura tromboembolica. Tale algoritmo, unico ad essere stato validato secondo le raccomandazioni delle linee guida europee per la misurazione dell’ipertensione arteriosa, rappresenta un elemento aggiuntivo di grande valore diagnostico e clinico non soltanto nella pratica clinica dell’ipertensione arteriosa, ma anche nello screening domiciliare, consentendo, infatti, di intercettare precocemente i pazienti trattati che hanno un controllo non soddisfacente dei valori pressori e/o coloro che sviluppano un’aritmia potenzialmente pericolosa.
Anche in questa occasione sono stati raccolti dati demografici e clinici, che verranno analizzati e confrontati con quelli degli anni precedenti, al fine di generare un resoconto complessivo sullo stato di consapevolezza e controllo dell’ipertensione arteriosa in Italia.
Dai numeri presentati si può affermare che l’ipertensione arteriosa rappresenta ancora oggi un problema rilevante di Salute Pubblica, tale da suscitare notevole interesse sia nella popolazione generale che nella classe medica e nel personale paramedico. Tali iniziative hanno l’indubbio vantaggio di aumentare in modo considerevole la consapevolezza da parte dei medici, dei pazienti ed anche dei soggetti sani sull’importanza di conoscere i propri valori di pressione arteriosa e di frequenza cardiaca e sulla necessità di prevenire lo sviluppo dell’ipertensione arteriosa stabile e soprattutto delle sue temibili complicanze, tra cui l’ictus cerebrale e l’infarto del miocardio.