L’inquinamento atmosferico, ed in particolare quello derivante dalla combustione dei motori diesel (PM10, PM2.5, particolato ultrafine), rappresenta ad oggi uno dei più importanti fattori di rischio ambientale per la salute dell’uomo ed è stato collegato ad un eccesso di mortalità legato alla cardiopatia ischemica (CAD) e alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)

In letteratura esistono evidenze di come non solo l’esposizione a lungo termine sia deleteria nei pazienti con BPCO, ma che anche l’esposizione acuta ad elevate concentrazioni di inquinanti sia alla base di un aumento delle ospedalizzazioni per riacutizzazioni BPCO e possa rappresentare il trigger di eventi cardiovascolari acuti risultando in un aumento della mortalità per cardiopatia ischemica.  Inoltre, anche nei soggetti sani è stata descritta broncocostrizione, aumento della flogosi polmonare e aumento degli indici di rigidità arteriosa dopo l’esposizione acuta agli inquinanti.  

Partendo da tali presupposti un recente studio Londinese pubblicato su Lancet (1) si è posto l’obiettivo di valutare come la pratica di normale esercizio fisico (camminata per 2 ore) in un ambiente cittadino molto inquinato (Oxford Circus, Londra) piuttosto che all’interno di un parco cittadino (Hyde Park Londra) influenzi  i parametri funzionali respiratori e la rigidità arteriosa in una popolazione con età maggiore di 60 anni ( 40 soggetti sani, di 39 pazienti affetti da CAD e di 40 pazienti con BPCO). I risultati dello studio hanno mostrato come l’evidente effetto benefico dell’esercizio fisico sui parametri respiratori (FEV1 E CVF) e quelli di rigidità arteriosa (PWV ed Augmentation index) venga annullato o fortemente limitato in coloro che avevano camminato nelle adiacenze di una strada molto trafficata. Ciò è risultato vero sia nei soggetti sani che nei pazienti affetti da BPCO o CAD.  

In particolare nei soggetti sani è risultata una riduzione fino a 26 ore dopo la camminata ad Hyde Park della Pulse Wave Velocity (PWV) e dell’Augmentation index (AIx) entrambi affidabili misure della rigidità arteriosa arteriosa, confermando l’effetto benefico dell’attività fisica a tale livello. Tale beneficio veniva però perso in coloro che avevano camminato lungo Oxford Street, nei quali si è assistito ad un peggioramento degli indici di rigidità arteriosa, anche indipendentemente dalle variazioni dei valori di pressione arteriosa.

Un effetto deleterio dell’attività fisica svolta vicino ad una strada trafficata è stato osservato anche nel gruppo dei pazienti con BPCO ed in quelli con CAD nei quali si registrava un peggioramento della rigidità arteriosa in seguito all’attività fisica. Tuttavia, in questi ultimi è stato interessante notare come l’effetto negativo degli inquinanti sarebbe contrastato dall’utilizzo della terapia cardiologica che ammortizza gli effetti negativi dell’inquinamento.  

In tutti i gruppi, gli inquinanti maggiormente correlati con un peggioramento della funzione vascolare sono risultati essere quelli derivanti dai combustibili fossili, specialmente il particolato ultrafine e i particolati carboniosi.

Concludendo, lo studio conferma l’effetto positivo che l’attività fisica ha a livello vascolare e respiratorio, in particolare se svolta all’interno di aree urbane verdi (p.e. Hyde Park, Londra). Tuttavia i risultati evidenziano come tale beneficio si vada a perdere, o addirittura si registri un effetto negativo, qualora l’esercizio fisico venga svolto in prossimità di zone urbane molto trafficate con elevati livelli di inquinanti derivati dai combustibili fossili (p.e. diesel). Questo è risultato vero sia in un gruppo di soggetti sani di età maggiore di 60 anni in seguito ad una camminata di due ore, ma anche in gruppi di pazienti della stessa età affetti da patologia respiratoria cronica come la BPCO o da patologia ischemica cardiaca non in terapia. È quindi ragionevole incoraggiare una moderata attività fisica aerobica sia in soggetti sani che in pazienti affetti da BPCO e cardiopatia ischemica; tuttavia è consigliabile svolgere tale attività all’interno delle aree verdi metropolitane ( se non possibile per il paziente allontanarsi dai grandi centri urbani) e lontano da strade molto trafficate.

A cura del dottor Fabio Bertacchini, Clinica Medica e 2 Medicina, Università di Brescia e Spedali Civili di Brescia

Fonte

Sinharay R. et al. Respiratory and cardiovascular responses to walking down a traffic-polluted road compared with walking in a traffic-free area in participants aged 60 years and older with chronic lung or heart disease and age-matched healthy controls: a randomised, crossover study. The Lancet , vol 391, Jan 2018.