A cura di Arrigo F.G. Cicero, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Alma Mater Studiorum Università di Bologna

A maggio 2016 è stato pubblicato un documento importante e completo che racchiude le principali linee guida basate sull’evidenza per la prevenzione cardiovascolare. Qualcuno potrebbe chiedersi se ne avessimo davvero bisogno, data la disponibilità di linee guida aggiornate per la gestione del paziente iperteso, dislipidemico, diabetico, ecc. In realtà questo documento include diverse novità non indifferenti. In primis il documento è stato condiviso e firmato dalle principali società europee impegnate nella prevenzione cardiovascolare: European Society of Cardiology (ESC); European Association for the Study of Diabetes (EASD); European Atherosclerosis Society (EAS); European Heart Network (EHN); European Society of Hypertension (ESH); European Stroke Organisation (ESO); International Diabetes Federation European Region (IDF Europe); International Federation of Sport Medicine (FIMS); International Society of Behavioural Medicine (ISBM); WONCA Europe. Questo ha fatto sì che si siano armonizzati i suggerimenti sulla stratificazione del rischio cardiovascolare (non più inquadrata a priori dal punto di vista specialistico) e che il paziente venga considerato nella sua complessità, anche per quanto riguarda l’approccio da seguire per migliorare la sua aderenza e persistenza in terapia. Vengono inoltre fornite indicazioni di dettagli su “chi deve fare cosa”. Ovvero, si stressa il concetto di come alcuni interventi preventivi dovrebbero essere predisposti a livello governativo, essendo consapevoli che il singolo clinico possa avere potere limitato (per quanto fondamentale nell’interazione con ogni paziente) su alcuni fattori di rischio come ad esempio il fumo di sigaretta o l’abuso etilico. Queste linee guida puntano l’attenzione anche su fattori di rischio indipendenti e ormai ben noti come lo stato psico-sociale, l’etnia, il deficit erettile, i disturbi del sonno, e mettono ordine sulla priorità degli accertamenti da eseguire, specie nella popolazione generale. Peculiare è però l’assenza di attenzione all’acido urico come fattore di rischio emergente. La definizione di evento precoce in familiari di primo grado è stata modificata spostando l’età a <55 anni negli uomini e <65 nelle donne, tuttavia manca ancora l’interpretazione di eventi avvenuti in parenti di età appena superiore ma trattati farmacologicamente in modo corretto (e nei quali quindi in teoria un evento non dovrebbe avvenire così presto). Di particolare interesse negli addenda sono linee guida dettagliate per quanto riguarda le abitudini alimentari e l’attività fisica da prescrivere ai fini di una prevenzione cardiovascolare globale. Un documento da leggere e studiare!

Fonte: Piepoli MF, Hoes AW, Agewall S, et al. 2016 European Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice: The Sixth Joint Task Force of the European Society of Cardiology and Other Societies on Cardiovascular Disease Prevention in Clinical Practice (constituted by representatives of 10 societies and by invited experts): Developed with the special contribution of the European Association for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation (EACPR). Eur Heart J 2016 May 23 [Epub ahead of print].