A cura di Agostino Virdis, Dipartimento di Medicina Interna, Università di Pisa

Dabigatran appartiene ad una nuova generazione di anticoagulanti orali approvati nel corso degli ultimi anni che offrono a medici e pazienti una più vasta gamma di opzioni per curare malattie tromboemboliche e per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Dabigatran è l’unico tra i nuovi anticoagulanti orali che agisce esercitando un’azione diretta inibitrice sulla trombina. Per quanto non frequenti nei pazienti trattati con dabigatran, può verificarsi un evento di sanguinamento maggiore, anche pericoloso per la vita. Oppure, può verificarsi che pazienti in trattamento cronico con dabigatran, debbano sottoporsi ad interventi chirurgici in emergenza. Oggi è finalmente disponibile idarucizumab, utilizzabile come antidoto specifico per dabigatran. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha recentemente espresso parere favorevole alla sua immissione in commercio.
Assai recentemente è stato pubblicato su Circulation un articolo nel quale viene riassunto il meccanismo d’azione e le proprietà farmacologiche di idarucizumab. Questo farmaco è un anticorpo monoclonale che è stato specificatamente sviluppato come agente in grado di annullare gli effetti di dabigatran. Numerosi studi in vitro ed in vivo hanno dimostrato che idarucizumab normalizza  completamente i parametri della coagulazione alterati da dabigatran. Inoltre, studi condotti su volontari sani ed in pazienti con sanguinamento pericoloso per la vita o che richiedano un intervento chirurgico o procedure diagnostiche invasive in emergenza hanno dimostrato che idarucizumab annulla completamente gli effetti anticoagulanti di dabigatran nell’arco di pochi minuti nella maggior parte dei pazienti studiati. Idarucizumab si lega a dabigatran con una affinità di circa 350 volte maggiore dell’affinità di dabigatran per la trombina. Una volta legato ad idarucizumab, gli effetti anticoagulanti di dabigatran ed i suoi metaboliti attivi sono neutralizzati. Idarucizumab è specifico per dabigatran e non lega la trombina o i suoi substrati, né attiva le piastrine o converte il fibrinogeno a fibrina. Questo esclude la presenza di qualsiasi effetto collaterale e la possibilità che idarucizumab eserciti di per sé alcun effetto intrinseco anticoagulante o procoagulante. Idarucizumab viene somministrato per via endovenosa e la sua interazione con dabigatran agisce pressoché immediatamente, creando con esso un complesso stabile. In volontari sani, il picco di concentrazione ematica di idarucizumab viene raggiunto entro 5 minuti, e il composto viene pressoché completamente eliminato nelle urine entro 4 ore. Essendo eliminato nelle urine, nei pazienti con insufficienza renale la clearance di idarucizumab è attenuata. L’efficacia di idarucizumab viene verificata monitorando gli effetti anticoagulanti di dabigatran, incluso l’aPTT (tempo di tromboplastina parziale attivata) o il tempo di trombina, o misurando la concentrazione plasmatica di dabigatran, prima e dopo somministrazione di idarucizumab.
In conclusione, lo sviluppo e la commercializzazione di idarucizumab, un anticorpo monoclonale in grado di annullare rapidamente e completamente gli effetti anticoagulanti di dabigatran rappresenta indubbiamente un importante successo clinico. Idarucizumab trova indicazione in pazienti in trattamento cronico con dabigatran che presentino un sanguinamento incontrollato pericoloso per la vita o che necessitino di eseguire un intervento chirurgico maggiore o procedure diagnostiche invasive in regime di emergenza.

Fonte: Eikelboom JW, Quinlan DJ, van Ryn J, Weitz JI. Idarucizumab, the antidote for reversal of dabigatran. Circulation 2015;132:2412-22.