A cura di Filippo Cattazzo e Andrea Dalbeni, Università di Verona, UOC Medicina Generale & Ipertensione Centro di Eccellenza Europeo per l’ipertensione arteriosa.

L’epatopatia cronica da virus C (HCV) colpisce globalmente oltre 170 milioni di individui e rappresenta ad oggi una delle più frequenti cause di cirrosi epatica e di carcinoma epatocellulare. Sebbene sia ormai noto come l’infezione da HCV non si ripercuota esclusivamente sulla funzione e struttura del fegato, ma si associ a diverse manifestazioni extraepatiche, le conseguenze della stessa sul sistema cardiovascolare sono note solo in parte. Sulla base dei risultati di diversi studi l’infezione cronica da HCV potrebbe costituire un non tradizionale fattore di rischio per malattia cardiovascolare e questa associazione sarebbe sostenuta da diversi meccanismi: ben codificato è il legame tra infezione da HCV, stato infiammatorio cronico e stress ossidativo; il virus potrebbe peraltro contribuire al processo aterosclerotico tanto direttamente, come suggerito da studi in cui l’RNA virale è stato isolato a livello di placche ateromasiche, quanto indirettamente tramite effetti deleteri sia sul metabolismo lipidico che sulla sensibilità insulinica. Nonostante questa ipotesi, l’esistenza di una diretta associazione tra infezione virale e malattia cardiovascolare, in particolare malattia coronarica (CAD) rimane ad oggi controversa.

Una recente meta-analisi aveva l’obiettivo di chiarire l’esistenza di un’eventuale associazione tra infezione cronica da HCV e CAD. La ricerca sistematica degli articoli primari è stata condotta su tre dei principali database (Pubmed, Embase e Cochrane library) includendo studi di coorte, caso-controllo e cross-sectional. In definitiva, gli studi inseriti in quest’ultima sono stati 14. Per quanto concerne gli studi di coorte, dall’analisi condotta tramite il modello a effetti casuali, è emerso che l’infezione da virus C risulta associata ad un maggior rischio di CAD (RR=1.25; 95% CIs, 1.12–1.40). Questo dato risulta peraltro in linea con quanto emerso dall’analisi degli studi caso-controllo e cross-sectional, condotta tramite il modello a effetti fissi (OR=1.94; 95% CIs, 1.58–2.38). Dall’interpretazione dei funnel plot non sono emersi bias di pubblicazione.

In conclusione, i risultati di questa meta-analisi sembrano sostenere che in pazienti affetti da epatopatia cronica HCV correlata, l’infezione da HCV possa rappresentare un fattore di rischio per CAD. Ciononostante, per confermare questa ipotesi e per meglio chiarire l’impatto dato dalla presenza del virus sulla prognosi cardiovascolare di questi pazienti sono necessari ulteriori studi prospettici e con un’appropriata numerosità campionaria.

Fonte: Dan Wen, Xin Du, Jian-Zeng Dong, Chang-Sheng Ma. Hepatitis C virus infection and risk of coronary artery disease: A meta-analysis. European Journal of Internal Medicine 2019 May;63:69-73. doi: 10.1016/j.ejim.2019.03.004.