L’individuazione di forme secondarie di ipertensione arteriosa rappresenta da sempre una delle sfide più impegnative nel campo della diagnosi e cura dell’ipertensione arteriosa. È importante che il medico prenda in considerazione una possibile ipertensione secondaria soprattutto in presenza di valori pressori particolarmente elevati (oltre il grado 2) o di ipertensione arteriosa resistente. La parola a Franco Veglio, Università degli Studi di Torino, per spiegare come il work up diagnostico iniziale preveda alcuni semplici test di screening e debba tener conto delle indicazioni fornite dalle Linee Guida internazionali redatte da riconosciuti esperti del settore.