Denervazione delle arterie renali nel trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente: definizione della patologia, selezione dei pazienti e descrizione della procedura

SIIA – Documento di Indirizzo 2012 [PDF: 200 Kb]

Pubblicato su:
Ipertensione e prevenzione cardiovascolare aprile-giugno 2012; doi 10.1713/1150.12681

Riassunto

L’ipertensione arteriosa è responsabile di un elevato carico di morbilità e mortalità cardiovascolare nel mondo. Sebbene siano disponibili numerose strategie farmacologiche razionali ed integrate, il controllo di questa patologia rimane ancora oggi largamente insoddisfacente. Il mancato controllo dei valori pressori in pazienti con ipertensione arteriosa in trattamento ha un notevole impatto sul rischio cardiovascolare globale, poiché aumenta in modo considerevole il rischio di sviluppare complicanze macrovascolari e microvascolari.

L’ipertensione arteriosa viene arbitrariamente definita “resistente” o “refrattaria” quando non sono raggiunti gli obiettivi pressori raccomandati (pressione arteriosa clinica <140/90 mmHg oppure <130/80 mmHg in pazienti con diabete mellito di tipo 2) in presenza di una strategia terapeutica che includa modificazioni dello stile di vita e l’assunzione di almeno tre classi di farmaci antipertensivi, tra cui un diuretico, a dosi adeguate.

Del tutto recentemente, si è resa disponibile una nuova opzione non farmacologica per il trattamento dei pazienti con ipertensione arteriosa resistente alla terapia antipertensiva. La denervazione simpatica delle arterie renali mediante ablazione è una procedura invasiva, che si esegue per via percutanea mediante accesso attraverso l’arteria femorale. Essa consiste nell’ablazione mediante radiofrequenza delle afferenze ed efferenze renali del sistema nervoso simpatico, con conseguente isolamento delle strutture parenchimali e iuxtaglomerulari renali dall’anomala stimolazione da parte delle efferenze adrenergiche.

Il presente documento di indirizzo della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa propone un percorso diagnostico e terapeutico per una corretta identificazione ed un’efficace gestione clinica dei pazienti con ipertensione arteriosa resistente, che possono essere candidati alla procedura di denervazione delle arterie renali. Tali indicazioni possono avere ripercussioni importanti non solo da un punto di vista clinico, ma anche economico-sanitario, in quanto la corretta identificazione dei pazienti con ipertensione arteriosa resistente e selezione dei pazienti possibili candidati alla procedura di denervazione delle arterie renali può contribuire a migliorare il controllo della pressione arteriosa e ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari in questa tipologia di pazienti.